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La misura degli arresti domiciliari è disposta dall articolo 284 del Codice Penale. Essa presuppone, in base alla specifica disposizione dell organo giudiziario competente alla trattazione del processo e la fattispecie, che la persona sanzionata può espiare tale condanna nel proprio domicilio o in una struttura assistenziale fisica o psicologica (se il soggetto ha bisogno di specifici trattamenti) ma senza potersene allontanare.

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In alcuni casi particolari il soggetto accusato può avere contatti solo con le persone che lo assistono o con i propri conviventi.

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Sarà competente poi il Pubblico Ministero o la Polizia Giudiziaria all accertamento del fatto che l arrestato rispetti le disposizioni dei giudici.

Gli arresti domiciliari, comunque, non vigono per tutti i soggetti; non possono ad esempio essere conferiti ai soggetti condannati per reato di evasione nei cinque anni precedenti alla disposizione della sanzione.

Chi è in regime di arresti domiciliari è inoltre considerato in regime di custodia cautelare.

Arresti domiciliari: carcerazione domiciliare.

La carcerazione domiciliare differisce dagli arresti domiciliari, misura considerata per lo più appartenente alle disposizioni cautelari in particolari fattispecie.

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La carcerazione domiciliare la quale consente l espiazione della condanna nella propria casa o in strutture di sostegno è invece includibile nella categoria delle misure riabilitative della condanna.

La reclusione penale può infatti essere concessa a: soggetti con particolari e gravi problemi di salute; donne gravide o madri di figli con meno di dieci anni di età; padri con potestà, di bambini minori di dieci anni, se la madre è assente o non ne ha le capacità; persone maggiori di sessant anni, inabili anche in parte; persone minori di ventuno anni, con particolari complicazioni della salute, con problemi in famiglia, nella scuola o sul lavoro.

Tale provvedimento consente alla persona sanzionata l espiazione della condanna nella propria casa o in altro luogo che sia una privata abitazione o in una struttura pubblica assistenziale o di terapia.

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Prerogative: (47 ter comma 1) Misura sanzionatoria della reclusione non maggiore di 4 anni, anche se comprende parte residua di una condanna più pesante, e anche la misura sanzionatoria dell arresto, nei casi in cui la persona é:

- donna gravida o mamma di bambini minori di anni 10, che convivono con lei; padre cui spetta la potestà di bambini minori di 10 anni e conviventi con lui, se la madre è deceduta o non è in grado di badare alla cura e il sostegno dei figli; persone affette da pesanti problemi di salute, per cui è necessario un continuo raffronto con le strutture sanitarie locali; persona maggiore di 60 anni, anche se soltanto parzialmente inabile; individuo minore di anni 21 a causa di accertate esigenze sanitarie, formative, in famiglia o nella sfera lavorativa.

Con riferimento al caso sub c), è necessario sottolineare che le condizioni di salute fisiche o psicologiche devono essere complicate ma non tali da ipotizzare il rimando dell adozione della misura sanzionatoria.

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Vale a dire che la dottrina giurisprudenziale dispone che il 47ter debba essere rapportato agli artt. 146-147 c.p.

Di regola, comunque, se vi sono le caratteristiche formali e sostanziali ai fini dell applicazione della misura detentiva domiciliare e del rinvio opzionale (147 comma 1 n. 2), l organo giudiziario in genere autorizza l arresto domiciliare (47ter comma 1 bis). Misura sanzionatoria di reclusione non maggiore di 2 anni, anche se residua di pena più pesante, senza riferimento alle prerogative di cui al primo comma, nel caso in cui non sussistano gli elementi per la custodia in prova ai servizi sociali; sempre se tale misura possa allontanare il rischio che la persona condannata possa commettere altre fattispecie criminose.

Questa misura penale non vige per le persone condannate per le fattispecie di reato di cui all art. 4bis.

In questo caso specifico dunque si tralascia la rilevanza dell elemento soggettivo, ossia quello disposto dal comma 1.(47ter comma 1ter) Fattispecie in cui potrebbe essere presunto il rinvio indispensabile o discrezionale dell applicazione della misura sanzionatoria in base agli artt. 146 e 147 c.p., anche se la stessa sanzione è maggiore di 4 anni.

In questo caso specifico, se il soggetto si trova in tali condizioni, l organo giudiziario può concedere tale misura, stabilendo un limite alla durata della validità della stessa, limite che può essere soggetto a proroga.

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Dobbiamo evidenziare che, in tal caso, si adotta l art. 684 comma 2 c.p.p.: se vi è una convalidata motivazione per ammettere che sussistano le prerogative affinché i giudici dispongano il rinvio, l organo giudiziario di vigilanza può ordinare la proroga dell applicazione o, se la proroga della reclusione può produrre una grave lesione all individuo sanzionato, la liberazione del detenuto.

Tale provvedimento ha validità fino alla disposizione finale del tribunale, a cui l organo giudiziario di vigilanza trasmette senza rinvio gli atti.

L applicazione della misura sanzionatoria prosegue nel corso dell adozione della reclusione domiciliare.

La misura è tesa a consentire che la reclusione possa sempre essere concessa, se il soggetto si trova in tali condizioni, e sostanzialmente la magistratura è orientata alla scelta della misura della reclusione rispetto al differimento della sanzione.

Requisiti per la concessione e gestione. Anche in questo caso le opzioni sono differenti: soggetto libero o in regime di detenzione domiciliare: vige la procedura prevista dal 656 comma 5, in base a cui, predisposto il blocco per il provvedimento di applicazione da parte del PM, il soggetto interessato invia l istanza entro 30 gg. dal ricevimento della disposizione di applicazione e della misura di sospensione, al PM, che la trasmette al tribunale di vigilanza il quale emetterà una decisione entro 45gg.

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L art. 656.10 evidenzia, riguardo a questa fattispecie, che se la persona sottoposta a sanzione è in regime di detenzione domiciliare, per la fattispecie di reato oggetto della misura sanzionatoria da applicare, il PM provvede al blocco dell adozione della misura detentiva e trasmette la documentazione senza proroga al tribunale di controllo affinché deliberi, senza convenzionalità, circa l eventuale adozione della disposizione alternativa della detenzione domiciliare.

Fino alla pronuncia definitiva il soggetto sanzionato rimane in stato di arresto e il tempo corrispondente è incluso nel periodo di condanna espiata totalmente.

E pertanto un sistema di modifica dell arresto domiciliare in carcerazione domiciliare, ma non vi è alcuna procedura automatica e la persona soggetta alla pena, che ne soggiace, potrà comunque fare richiesta per l adozione di un altra misura.

Soggetto in regime di detenzione: secondo l art. 47ter comma 1quater l istanza va inoltrata all organo giudiziario di vigilanza, che può disporre l attuazione provvisoria della misura, nel caso in cui si verifichino le circostanze indicate dai commi 1 e 1 bis.

Trovano applicazione poiché compatibili le disposizioni giuridiche del 47 comma 4.

Il magistrato di vigilanza trasmetterà in seguito la documentazione all organo giudiziario il quale emetterà il provvedimento definitivo in merito alla concessione o meno della misura. Per le fattispecie del comma 1 ter vige l art. 684 comma 2 c.p.p., il quale dispone una procedura identica a quella del 47 comma 4.

L organo giudiziario di vigilanza nella disposizione della reclusione delinea alcune norme e direttive in base a quanto indicato dall art. 284 c.p.p. (arresti domiciliari), stabilendo limitazioni in merito al compimento di specifiche attività, o il divieto di mantenere alcuni particolari contatti relazionali che possono produrre il compimento di altre fattispecie di reato.

Evidenzia e conferisce anche le disposizioni ai fini delle funzioni di servizio sociale. Tali provvedimenti possono subire alcune modifiche da parte del tribunale di vigilanza.

Il soggetto sanzionato in stato in reclusione domiciliare non è tenuto all osservanza del regolamento carcerario e le relative direttive; nessun onere pesa sull ente dell amministrazione penitenziaria per il suo supporto, assistenza medica o tutela.

Ma qui è necessario fare qualche puntualizzazione, in quanto la misura dispositiva va intesa nel senso che non trovano attuazione le direttive della legislazione penitenziaria riguardanti il regolamento interno degli istituti di condanna; invece l insieme delle altre disposizioni dell ordinamento giuridico penitenziario non può che essere applicato in toto; a questo proposito ci si può riferire all azione dell organo giudiziario di controllo, chiaramente prevista dall O.P. come le modificazioni delle misure disposte, decisioni per intercessione di nuovi criteri di fine della libertà, misure di sospensione cautelativa, e anche la calcolabilità della reclusione domiciliare nel periodo temporale che va considerato per la liberazione anticipata.

In considerazione di questo si può, peraltro, ritenere conforme l attuabilità per il soggetto in condizioni di reclusione domiciliare la disciplina giuridica in merito alle autorizzazioni (premio e di esigenza).

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La lontananza dalla propria casa o dagli altri siti in cui è stata prevista l applicazione della reclusione perfeziona gli estremi della fattispecie criminosa di evasione, in questo caso la polizia giudiziaria é tenuta all informazione immediata del fatto al magistrato di vigilanza.

Revoca: La reclusione domiciliare è soggetta a revoca: se i comportamenti del soggetto recluso, che infrange le disposizioni o le misure sanzionatorie previste, pare essere inapplicabile alla prosecuzione delle misure dispositive (comma 6); se non sussistono più le condizioni previste dai commi 1 e 1 bis (comma 7); in caso di fuga, in questo caso l atto di denuncia può produrre la cessazione, ossia è definita in base alle particolari fattispecie (questa specificazione deriva dal verdetto della corte cost. sent.173/97 che ha stabilito la non conformità alla Costituzione del comma 9 nella parte in cui produce automaticamente la sospensione della reclusione domiciliare dal deposito dell atto di denuncia di evasione) se la misura sanzionatoria per questa fattispecie di reato presume la revoca (commi 8 e 9). L art. 47 ter comma 9 bis predispone che se la misura indicata in merito alle fattispecie del comma 1 bis (se non esistono le condizioni ai fini della custodia) è revocata, la sanzione residua non può derivare da altra disposizione giudiziaria.